Deposito di scorie nucleari

Al punto in cui siamo, bisogna fare chiarezza sulla cronologia degli ultimi avvenimenti, anche perché vi è il rischio concreto che, la confusione generata dalle recenti prese di posizione, unite alle immancabili e puntuali note stampa della Sogin Spa, possano indebolire una, seppur tardiva e indispensabile opera di contrasto, per bloccare la realizzazione di un deposito di scorie radioattive nel sito della Centrale del Garigliano. Circa 20 giorni fa, abbiamo sollevato all’attenzione della popolazione Aurunca, la notizia che era in itinere l’appalto della Sogin SpA, per la realizzazione di un deposito temporaneo di scorie nucleari che, come dichiarato, sarebbe necessario alle operazioni di dismissione della Centrale stessa. Nonostante, in più occasioni, abbiamo chiamato alle proprie responsabilità, gli amministratori del comprensorio, nulla o quasi nulla si è verificato. Abbiamo sollevato dubbi sulla procedura seguita ma veniamo a sapere, dalla stampa, che la Sogin avrebbe, già nel 2006, deciso ed informato gli amministratori in carica, delle decisioni prese a riguardo, di cui solo la cittadinanza non era stata messa al corrente. Pur tuttavia, i dubbi manifestati, nostri e di gran parte degli abitanti del territorio, che vivono la vicenda con disorientamento e sgomento, sono tutti presenti. Abbiamo registrato, a seguito dei nostri interventi stampa, solo “deboli” prese di posizione da parte di amministrazioni del cassinate, della Valle dei Santi e in ultimo da parte del comune di Castelforte che, nel Consiglio comunale, pur ribadendo, per bocca del sindaco e degli altri amministratori, di essere a conoscenza delle decisioni della Sogin, attraverso un ordine del giorno, alquanto “morbido”, si è limitato a chiedere ulteriori lumi sulla vicenda. Purtroppo nessuna o altra presa di posizione abbiamo registrato, da parte dei Comuni di SS. Cosma e Damiano, Minturno e Formia, fortemente interessati all’eventuale effetto “negativo” di tali realizzazioni e da parte dell’amministrazione provinciale di Latina, tanto solerte ad approvare, nell’ultimo consiglio provinciale, un Ordine del giorno unanime contro la realizzazione delle centrali a Turbogas di Aprilia e di Pontinia e totalmente “assente” nel recepire le istanze di preoccupazione e contrarietà, delle popolazioni Aurunche, alla realizzazione del deposito nucleare in questione. Dall’ultimo consiglio comunale di Castelforte, abbiamo appreso inoltre che nella riunione, tenuta a Napoli, dalla Sogin con gli amministratori comunali nel 2006, la stessa società avrebbe assicurato i presenti, sulla restituzione, a dismissione completata, del sito del Garigliano a “Prato Verde”, oggi, secondo l’appalto che verrà assegnato al “miglior offerente”, ci ritroveremo, con un “sarcofago”di cemento, di migliaia di metri cubi, pronto ad ospitare “temporaneamente”, almeno pere 10 anni (o forse per sempre), scorie nucleari. Non vogliamo polemizzare con nessuno, anche perché ciò farebbe il “gioco” di chi non vuol parlare dell’argomento, ma continuiamo a chiedere con forza, ai sindaci di Castelforte, SS.Cosma e Damiano, Minturno, Formia ed a quelli del circondario Aurunco e del basso Lazio, nonché alle amministrazioni di Latina e Frosinone di utilizzare, con sollecitudine, tutti gli strumenti democratici, che la legge consente, per chiedere alla Sogin SpA, per tramite i Ministeri competenti, la sospensione delle procedure in atto. Ciò, almeno, fino a quando non venga stabilito,dal governo, il sito Nazionale permanente di stoccaggio delle scorie nucleari, che per stessa ammissione della Sogin SpA, al momento non esiste. Riteniamo che il materiale radioattivo, attualmente presente e quello prodotto dall’opera di dismissione della Centrale, non debba rimanere nel nostro territorio, neanche temporaneamente, ma venga trasferito altrove: i cittadini degli Aurunci hanno già pagato e per troppo tempo, la “presenza” del nucleare.

Lario Russo


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